PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sullo stage, il tirocinio e l'indebitamento nostro e degli altri.
La sovranità appartiene al popolo (purchè non paghi le tasse), e la esercita nelle forme e nei limiti previsti da partiti mafiosi espressione di meno del 5% della popolazione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, se bianco e di religione cattolica, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, fatta premessa l'appartenenza a una certa famiglia o partito; e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale solo a chi famiglia o partito non ne ha.
Art. 3.
A detta dei media tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Nella realtà è concesso a capi di governo, di partito o semplici parlamentari, nonché ai presidenti della regione Sicilia, di opporsi al potere giudiziario, infangarlo, comprarlo, modificarne la struttura e cambiare qualsiasi magistrato a loro piacimento.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini in parlamento, impediscono il pieno arricchimento di questi a discapito degli altri e l'effettiva partecipazione solo di costoro all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (così è da 50 anni, così deve rimanere).
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, in modo tale però che si avvantaggino industriali e classi dirigenti, tutto questo in concussione con i sindacati che possono disinteressarsi completamente dei disoccupati e i non iscritti ai loro organi.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società, o meglio del gruppo di potere, famiglia mafiosa o gruppo massonico a cui appartiene.
Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Per questo la destra permetta la presenza della Lega nel suo schieramento e la sinistra appoggi il senato delle regioni, in barba al dovere parlamentare di rappresentanza nazionale vigente in tutte le democrazie.
Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche, solo se con passaporto italiano e vicino alle Alpi, altro discorso si applica per le comunità storiche dei rhom e degli albanesi in sud Italia.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Nonostante ciò la CEI ha il diritto-dovere di esprimersi impropriamente attraverso l'appoggio agli ex democristiani, dimostrandogli sostegno pubblicamente, perchè nessuno come loro sa dare così spettacolo alla nazione picchiandosi, insultandosi e comportandosi in maniera anti-cristiana in pubblico e in privato.
A proposito di ciò rimandiamo ai comportamenti in parlamento di Barbato e quelli in famiglia di Casini.
Si avverte però la CEI che essa ha diritto esclusivamente ai diritti qui contemplati, guai ad esprimersi su importanti questioni morali che rappresentano il pensiero della comunità cristiana e la più sana tradizione ecclesiastica, in tal caso verranno sbeffeggiati e messi alla gogna.
Viva il fideismo scientista, viva il cristianesimo come arma politica; abbasso la questione morale e la riflessione etica.
Si aggiunge anzi che d'ora in poi si vieta l'uso delle parole Morale ed Etica.
Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge, sempre che non si parli di Islam.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano (e purchè i paesi da dove provengono costruiscano Chiese per i pochi cattolici lì, che non si dica che l'Italia sa aprire un dialogo costruttivo).
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Tali rapporti saranno poi insultati e sbeffeggiati dal parlamento stesso grazie a partiti come la Lega che si occuperanno di organizzare amene passeggiate con i porci per tutta la nazione e costruiranno catering di magliette per offese varie.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica delle industrie più ricche e delle multinazionali, guai ai finanziamenti al settore pubblico.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione così come nel napoletano.
Art. 10.
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute e per questo ancora prevede la pena di morte in caso di legge marziale (in barba a ciò che promuove all'ONU) e si riserva, grazie ai gruppi neofascisti e leghisti di interrogarsi ancora sulla questione della tortura.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali, naturalmente se si rivela ricco, di buona famiglia, di uno stato facente parte dell'UE (a 15 ovviamente) o del G8.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge, che di certo saranno poi in grado di rimandarlo a casa dai suoi aguzzini.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici, ma al prossimo Öcalan possiamo anche riparlarne.
Art. 11.
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Per fare poi i cagnolini degli americani basta mettersi d'accordo e non chiamarla guerra ma missione di pace.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
Sempre che un leghista non l'abbia sporcata dopo essercisi pulito il culo.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
XII
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Sempre che di cognome non si faccia Mussolini e prima ci si sia dati a film soft porno anni ottanta o non si appartenga a una famiglia di circensi, in tal caso si avrebbe un grado di credibilità sufficiente per presentarsi in parlamento.
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